Non mi va di giocare alla guerra dell'attenzione
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Non mi va di giocare alla guerra dell'attenzione

ovvero

Come esserci meglio

Al mio quasi burnout in parte ha contribuito il sovraccarico di informazioni, che in questi mesi mi ha colpito più forte del solito perché le mie difese erano già provate.

Ispirata anche da una conversazione con Tamara su un tema simile, ho passato diverso tempo a interrogarmi su “how much is too much?”, quando diventa troppo?

Avevo bisogno di confrontarmi con qualcuno e così ne ho parlato in un post nel gruppo She Podcasts. Fra le risposte è arrivata quella di Sarah che mi ha consigliato il libro How to Do Nothing di Jenny Odell, che parla proprio dell’economia dell’attenzione e di possibili alternative.

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L’ho letto in pochissimi giorni e mi ha messo le rotelline in moto. Dentro non c’è la soluzione, come potete immaginare, ma le parole di Odell hanno dato il via a una serie di ricerche e riflessioni che poi mi hanno portato a scrivere le mie linee guida per la mia presenza online.

A come passare all’azione e modificare nella pratica la mia presenza, ci sto ancora pensando. Sono a buon punto ma sento che mi manca un pezzettino. Darò tempo al tempo, uscirò dalla mia testa e starò un po’ più nel mio corpo e nel mondo intorno a me. Mi prenderò spazio e la risposta arriverà, ne sono certa.

Per ora condivido con voi il mio manifesto. E vi prego di leggerlo pensando che non è un’indicazione né tantomeno un giudizio.

La cosa importante è che voi facciate a modo vostro perché è quello più giusto per voi. E capite che è quello giusto perché vi fa sentire bene, anche quando magari vi affatica un po’. Se sentite che non fa per voi, allora rifletteteci: quali risultati volete ottenere? Potete ottenerli facendo diversamente, un po’ più a modo vostro?

Manifesto per una presenza online più consapevole

Non quando/quanto/come vogliono le piattaforme ma a modo mio. Per preservare le energie per il mio lavoro di coach, la mia vita personale, i miei passion project. Per non contribuire al troppo che genera malessere.

QUANDO

Non sempre ma solo quando serve. Quando ho qualcosa da dire. Quando ho la giusta energia per ascoltare. Quando posso dare e ricevere con consapevolezza.

COME

Con curiosità, attenzione, rispetto e consapevolezza.

QUANTO

Quel tanto che basta per essere utile, né più né meno. Nel rispetto del mio tempo e di quello degli altri.

PERCHÉ

Per aiutare. Per condividere e sentirci meno soli nei nostri casini quotidiani. Per farmi trovare e conoscere. Per conoscere e scoprire.

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