#1 | Ripartire dopo una pausa

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Ricominciare a lavorare dopo un periodo di pausa

E soprattutto farlo senza troppa angoscia e frustrazione.

Un argomento caldo che ho scelto di affrontare perché è emerso spesso nelle ultime settimane parlando con clienti, colleghe e amiche.

E anche perché facendo mente locale mi sono resa conto che è una cosa che emerge anche in diversi altri momenti dell'anno.

Di cosa parliamo oggi

Oggi vedremo insieme in che modo normalmente affrontiamo il rientro da una pausa e qual è invece l'atteggiamento mentale che potrebbe al contrario aiutarci.

E poi capiremo qual è una cosa importante da sapere sul tema e vi darò quattro suggerimenti per affrontare la cosa nel migliore dei modi e ricominciare a lavorare con serenità.

Come affrontiamo di solito il rientro da una pausa

Che cos'è che in genere succede quando ricominciamo a lavorare dopo una pausa?

O che proviamo a sederci direttamente alla scrivania o andare nel nostro posto di lavoro e ricominciare a buttarci subito a capofitto nelle cose da fare — e però per un per una serie di motivi non ci riusciamo e quindi ritorniamo a casa frustrate.

Oppure, al contrario, che non riusciamo proprio ad agire perché ci sentiamo sopraffatte dalla mole di cose che dovremmo affrontare e non sappiamo da dove cominciare.

L'atteggiamento mentale che ci aiuta

E in questi casi allora che cos'è che si fa? Qual è l'atteggiamento mentale che possiamo attivare per non stare lì a fustigarci e a soffrire?

Tanto per cominciare, dobbiamo fare una cosa molto importante e cioè attivare gentilezza e comprensione verso noi stesse, quella stessa gentilezza e comprensione che dedicheremmo a una persona che ci sta a cuore se ci dicesse che è nella nostra stessa situazione.

In questi casi un esempio che mi capita di fare spesso è quello della maratona: non possiamo pensare di andare a correre una maratona se è tanto che stiamo ferme sul divano, giusto?

Molto probabilmente quello che faremo sarà ricominciare a camminare.

Quando avremo preso il ritmo, sarà ricominciare a correre.

Poi piano piano arriveremo alla durata e alla lunghezza chilometrica della maratona.

Questo vale anche quando torniamo al lavoro.

Più è lunga la pausa, naturalmente, più ci vuole un pochino di tempo di adattamento per riprendere il ritmo. Per capire anche chi sono, dove sono e che cosa sto facendo.

Ecco, per riuscire ad andare con calma e non volerci buttare a capofitto nelle cose quello che ci aiuta è proprio essere molto gentili e comprensive verso noi stesse e ricordarci appunto che arriviamo da un momento di pausa.

Ci serve un tempo cuscinetto.

La cosa importante da sapere

Ci serve questo tempo cuscinetto e ci serve metterlo in agenda, dargli la stessa dignità del nostro lavoro, perché di fatto fa parte del nostro lavoro.

Ci aiuterà a riprendere in mano quello che dovevamo fare, rimettere in ordine le idee e poi a partire.

Se noi facciamo il salto da "Sono stata ferma per un motivo o per un altro quindi non ho pensato al lavoro e voglio invece smazzarmi la lista di settecentoquarantasette task" non funziona.

Ci serve un passaggio di mezzo che non ci faccia ritrovare sedute al lavoro davanti alla lista dei task, con una grande frustrazione, perché in realtà non ne riusciamo a spuntare nemmeno mezzo.

Ok, ma in pratica che cos'è che possiamo fare per ricominciare a lavorare dopo una pausa, senza troppa frustrazione, senza angoscia?

Abbiamo detto gentilezza e comprensione come atteggiamento mentale e poi mettere in calendario un tempo cuscinetto.

Ma poi che cacchio facciamo? Nel tempo cuscinetto e dopo il tempo cuscinetto?

Ecco che arrivano le quattro idee che ho per voi.

Entrare nello spirito giusto per lavorare con serenità

Il primo suggerimento è di provare a capire che cos'è che normalmente vi aiuta a entrare nello spirito giusto per lavorare con serenità.

Provate a pensare a che cos'è che vi mette di buon umore, che cos'è che vi dà energia o al contrario, vi rilassa a seconda della necessità del bisogno che avete in quel momento.

L'idea è quella di creare un ambiente di lavoro che vi faccia sentire in qualche misura protette, sicure, serene e che, appunto, vi metta nello spirito giusto per entrare nel flusso di concentrazione che poi vi serve per lavorare.

Si può fare per esempio attraverso un rituale.

Per esempio:

  • mi preparo una tazza di caffè americano e me la porto alla scrivania,
  • ballo,
  • faccio stretching prima di mettermi a lavorare.

Qualsiasi cosa che vi piaccia e vi faccia stare bene.

Si può fare lavorando effettivamente sull'ambiente in cui siete:

  • sistemare le luci,
  • accendere delle candele,
  • utilizzare dei profumi,
  • mettere della musica o dei rumori di fondo che vi aiutano a concentrarvi e a stare serene.

Si può fare naturalmente combinando le due cose: il rituale più l'ambiente.

A me, per esempio in questa particolare circostanza, cioè quando devo riprendere il lavoro e non mi sento proprio completamente a mio agio e serena, la cosa che aiuta è mettermi nell'angolino del divano con la copertina e il tazzone di caffè americano.

Ok, passiamo però alla pratica. Perché questi suggerimenti, sennò rimangono per aria e se non li sperimentate, non capirete mai che cos'è che può fare al caso vostro e esservi d'aiuto.

Scrivete 3-4 metodi che pensate possano aiutarvi a entrare nello spirito giusto per lavorare e sperimentateli.

Questa è una lista che naturalmente potete anche continuare a fare: potete aggiungere cose che vi fanno stare bene man mano che le scoprite, le sperimentate e toglierne altre che magari pensavate che vi facessero stare bene o in passato vi hanno fatto stare bene, ma in questo momento non vi servono più.

Così avrete il vostro database, la vostra lista di cose utili da fare e sapete che ce l'avete lì quando ritornate da una pausa o in qualunque momento volete entrare nel mood giusto per mettervi a lavorare.

Ripartire dall’attività più piccola

Ok, qual è una cosa che succede abbastanza spesso quando riprendiamo il lavoro in mano dopo un tot di tempo?

Che possiamo sentirci sopraffatte, confuse, piuttosto inclini a procrastinare.

Questa cosa può succedere perché la sensazione è di avere davanti una montagna insormontabile di cose da fare che non capiamo bene da quale lato affrontare.

Allora il suggerimento in questo caso è di andare a prendere l'attività più piccola, il task più piccolo che potete fare in questo momento e che vi aiuti a sentire che state facendo progressi e quindi vi sblocchi su quel procrastinare da disagio del "vedo l'enormità delle cose da fare, ma non vedo i singoli pezzettini".

Andate sul singolo pezzettino.

Il primo che vedete, il primo che volete affrontare, e partite da quello.

Come dicevamo prima, ricordatevi (siate gentili!) che vi state ancora riacclimatando.

State ancora riprendendo il ritmo, quindi con calma, un pezzettino alla volta.

Un esempio calzante che è uscito in questi giorni è stato la palestra sotto casa.

Vuol dire che a volte è molto più semplice scegliere una cosa comoda, molto comoda da fare, per esempio scegliere la palestra a dieci minuti a piedi da casa invece che a quella a quaranta minuti e N mezzi pubblici per arrivarci.

Perché la semplicità ci toglie degli ostacoli chiaramente e ci invoglia a fare delle cose e poi magari ne possiamo aggiungere altre.

L'altro esempio che faccio spesso è la cipolla: pensare ai progetti come fossero una cipolla con tanti strati.

Il nucleo centrale del progetto è quello che deve esistere perché quel progetto sia tale, sia fruibile.

Però poi tutti gli altri strati della cipolla li posso aggiungere con calma un pezzettino alla volta, andando avanti man mano che sarò andata a regime con il nucleo.

Il succo della storia è che tendiamo in genere a partire con aspettative altissime.

“Andrò nella palestra lontanissima tre volte a settimana”.

Poi però una volta salto l’appuntamento, tutto cade come le tessere del domino e finisce non ci vado mai più.

Quindi perché non abbassare le aspettative, darci un po' di spazio e di respiro di per riprendere a fare le cose con calma?

Un passo alla volta.

Una volta a settimana, nel posto più vicino a casa.

A questo punto eccovi la pratica relativa a questo suggerimento:

Chiedetevi qual è l’azione più piccola, il task più piccolo che potete fare in questo momento per rimettervi in moto. E partite da lì!

Ripartire da un’attività che ci diverte, stimola, ispira

Un'altra cosa che succede spesso al rientro da una pausa, ma anche in realtà mentre stiamo lavorando, è perdere entusiasmo rispetto a quello che stiamo facendo.

In questo caso una buona idea da sperimentare potrebbe essere riprendere in mano il lavoro in generale o un progetto specifico sul quale avete perso, per il quale avete perso entusiasmo partendo da un task o un'attività che vi diverte, quindi attivare lo spirito giocoso.

Lasciamo un attimo da parte la logica, prendiamo le cose che ci divertono, attiviamo lo spirito del gioco. Partiamo da quelle per rimetterci in movimento nel momento in cui saremo in movimento, poi potremo fare un'analisi più razionale e più logica e farci un piano di lavoro.

Questo metodo di ripartire dalla cosa più divertente può funzionare anche per il senso di sopraffazione di cui parlavamo prima o anche in combinazione con quello che abbiamo detto prima. Quindi voi sperimentate sempre e vedete quello che funziona per voi.

E la pratica per questo suggerimento è:

Chiedetevi quale fra le attività che avete in lista vi diverte, vi ispira, vi stimola di più. E partite da lì!

Riordinare l’idea in maniera giocosa

L'ultimo suggerimento che voglio lasciarvi è quello di riordinare le idee, però sempre in maniera giocosa, se vogliamo.

Andate a riprendere i progetti aperti, i task, le attività che avete da fare, ma anche le idee e fatene una mappa.

Una sorta di mappa mentale, però fisica, utilizzando fogli di carta, penne, pennarelli, fogli colorati, se vi piace.

L'idea qua è di smanazzare un po', toccare, avere questa sensazione tattile, di poter spostare le cose sul tavolo, sul pavimento — come a volte faccio io — ma di farlo in una maniera che in qualche modo non solo vi diverta, ma vi appaghi anche esteticamente, perché così diventa un lavoro piacevole.

Allora, qui come potete farla la pratica? 👇

  1. Prendete i vostri quaderni con le attività e i task, le idee, i progetti aperti.
  2. Riportate su un foglietto i concetti centrali di ogni cosa che volete mettere sulla mappa.
  3. Distribuite tutto un un tavolo, su un divano, sul pavimento.
  4. Osservate i foglietti e vedete cosa vi dicono.
  5. Spostateli, cercate collegamenti e un filo conduttore, combinateli.
  6. Divertitevi e fidatevi di dove vi porterà la parte più istintiva di voi.
  7. E cominciate da lì!

A presto!

Se vi va raggiungetemi su YouTube o LinkedIn o Instagram e raccontatemi quale pratica avete scelto di provare e com’è andata!

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