Alla ricerca della leggerezza

A

Avere un senso del dovere spropositato come il mio è una gran rottura. Dà spazio a tutti i bisogni di tutti, ma non ai miei.

Al senso del dovere aggiungeteci l’ansia e l’esistenza diventa pesante come una palla di piombo. Avete presente i film in cui fanno vedere un tizio che se ne va giù in mare con i blocchi di cemento attaccati alle caviglie? Ecco.

A volte però capita che quel tizio non sia un personaggio secondario ma il protagonista. E mica muore così un protagonista! Poi all’inizio del film… pfff.

Allora, io qua voglio fare la protagonista e togliermi le catene dalle caviglie che manco Houdini. Ci vorrà un po’: quanto basta per far angosciare gli spettatori e insieme per garantire la sopravvivenza del tizio protagonista che ha ancora almeno 75 minuti di film davanti.

Durante questo po’ di tempo scriverò della mia ricerca di leggerezza. Ma anche di eventi a cui parteciperò, libri che leggerò, podcast che ascolterò, persone che incontrerò… insomma, un po’ di tutto. Proprio quello che non consigliano di fare i blogger professionisti.

Niche down, perdinci. Niche down!

Invece no. Il mio blog sarà una specie di diario personale, come si usava alla fine degli anni ’90 quando i blog si chiamavano ancora weblog. E se non vi ricordate i weblog vergognatevi perché vuol dire che siete troppo giovani e mi fate sentire anziana!

Perché un diario su un sito che dovrebbe essere professionale?

Negli ultimi 10 anni ho scritto in inglese e poi in italiano, ho scritto ricette e poi tutorial per WordPress, ho scritto di social media e poi di come si scrive per i social (un po’ meta, eh?). Poi mi sono accorta che non mi frega molto insegnarvi qualcosa — per lo meno non attraverso questo blog, preferisco altri mezzi. Mi interessa passarvi qualcosa: una sensazione, un’idea, un pensiero.

Magari vi ritroverete in quello che dico, magari penserete “Ah, allora non sono solo io che ordino le matite per altezza!”, magari vi farò ridere. Magari vi farò sentire bene. Sarebbe fighissimo.

Un po’ per egoismo — perché ho bisogno di raccontarlo — un po’ no — perché in cuor mio spero di aiutarvi a stare meglio, a sentirvi meno schiacciati dagli impegni e dai doveri, a camminare un po’ più leggeri.

Per questo mi va di condividere con l’esterno questa risalita dalle acque profonde.

Non v’aspettate ricette per la felicità e la perfezione perché non ce le ho — e ho il fondato sospetto che non esistano. Aspettatevi qualche post sconclusionato, racconti di quotidianità e magari anche pippe mentali sui metodi di personal productivity a me tanto cari. Ah, beh, pure le app. E che non vuoi parlare di qualche app?

E aspettatevi tutto con una non periodicità degna del Coniglio Bianco. Perché al momento — e da tutta una vita — sono incostante. Chissà se mai un giorno riuscirò ad avere maggiore costanza.

“Costanza chi?”, direbbe il mio fidanzato.

Sull'autore

Giada Centofanti

Nasco come giornalista e comunicatrice offline, poi mi sono innamorata del web. Oggi creo contenuti coinvolgenti, informativi e utili per far crescere la tua attività appassionando il tuo target di riferimento.

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