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20/09/2017

Scrivere per i social media è più facile se sai come farlo

scrivere per i social media

Come si scrive per i social media?

Probabilmente non te lo sei mai chiesto. Sembra un atto naturale, in fondo lo facciamo tutti più o meno ogni giorno sui nostri account personali.

Però io sto parlando di uso professionale dei social media. E dunque di scrittura professionale.

Se hai deciso di usare i social per motivi di business, investendo tempo e risorse nella loro gestione, allora ti aspetterai di ottenere dei risultati. Risultati che non puoi pensare di avere mettendo insieme un paio di parole e magari una foto o un link.

Ci vuole di più. Che tu stia scrivendo per la tua azienda o per un cliente, dovrai tenere conto di un sacco di cose, a cominciare dalla grammatica e dall’ortografia per arrivare allo stile e al tono di voce.

Eh sì, perché quando scrivi sui social per conto di un business, lo stai rappresentando con le parole e con i contenuti davanti a un pubblico vasto. Di certo non puoi permetterti errori, né disallineamenti con l’immagine del brand.

Poi lo sai, su internet viaggiamo veloci. Un errore viene visto subito, metterci una pezza a posteriori non è mai la cosa migliore. Si può fare, ci si può scherzare su o ci si può scusare, ma in ogni caso meglio evitare.

8 consigli per scrivere post efficaci per i social media

Ogni canale social ha le sue peculiarità, ma per tutti valgono alcune accortezze fondamentali.

#1 Metti il tuo utente al centro

I social media sono un luogo di contatto, un posto fatto per le relazioni e per le conversazioni, in cui i brand riescono a vincere davvero quando sono in grado di ascoltare e di mettersi al servizio dei propri utenti. Evitando di parlare troppo di se stessi, quindi.

Il che vuol dire che per essere letti dobbiamo scrivere in modo che il nostro utente target sia il protagonista della storia.

#2 Attenzione. Leggi e rileggi.

Prima di parlare pensa.

Prima di postare pensa e controlla se ci sono errori.

Io faccio così: leggo per controllare che il testo sia scorrevole e che la punteggiatura sia a posto, poi rileggo dalla fine all’inizio per acchiappare eventuali refusi.

Se il testo è molto lungo o sono un po’ stanca e voglio qualche conferma in più, uso LanguageTool, uno strumento di correzione automatica dei testi disponibile come add-on per Google Docs, estensione per Chrome o Firefox oppure come applicazione desktop. Certo, le sue correzioni non sono da prendere per buone senza valutarle, ma è un tool utile quando non si hanno altri occhi umani a disposizione per una rilettura.

#3 Non fare copia-incolla da social a social

I titoli del tipo “X cose che non devi fare assolutamente…” o “I 10 comandamenti per…” mi irritano terribilmente. Non c’è nulla di meno granitico della comunicazione. Vale sempre la pena percorrere strade poco battute, perché magari con i nostri utenti certe cose – incredibilmente – funzionerebbero.

In questo caso però sento di dover fare un’eccezione e condividere con te una delle rare, incrollabili certezze che esistono: non ha nessun senso, né utilità, usare lo stesso testo per canali social differenti.

Ogni mezzo vuole il suo messaggio. Immagina un post spiritoso che da una pagina Facebook viene copiato tal quale su Linkedin: ambiente diverso, aspettative diverse, quel post stonerebbe. Oppure un’immagine pubblicata su Instagram e direttamente anche su Facebook, con la sua bella vagonata di hashtag al seguito. Che senso avrebbe?

#4 Prepara una style guide

Avere delle linee guida che stabiliscano chiaramente lo stile da usare sui social media, aiuta a mantenere una coerenza che il lettore si aspetta di trovare nei testi e nelle immagini pubblicate.

Se stai scrivendo per te – come professionista o proprietario di una piccola attività – cerca di essere naturale. Sii come sei in studio o in negozio, non mettere maschere che non ti appartengono.

Se stai scrivendo per un cliente, devi essere certo che il tuo modo di esprimerti coincida con il suo. Le parole che usi devono essere in linea con la sua immagine così come è percepita dai suoi utenti.

Per prepare una style guide, rispondi a queste domande:

  • Come parla la tua azienda abitualmente? Usa un registro linguistico formale, informale o una via di mezzo?
  • A che tipo di persone si rivolge?
  • Come dev’essere il suo stile sui social media?
  • Quali tipi di messaggi intende veicolare attraverso i diversi social network?

Quando stai scrivendo un post chiediti anche:

  • Qual è lo scopo del post? Che obiettivi vuoi che ti aiuti a raggiungere?
  • Quali sono le caratteristiche del canale social per cui stai scrivendo?

Metti insieme tutti questi tasselli per poter definire e mantenere il giusto tono di voce che i tuoi lettori – e l’azienda – si aspettando di sentire.

#5 Ricorda che visual e testo vanno a braccetto

Sui social media dominano le immagini, statiche o dinamiche che siano. Ma un’immagine, per quanto forte possa essere, senza un testo accanto difficilmente raggiungerà il suo scopo. Quel testo perciò dovrà essere scritto in modo da mantenere l’attenzione che l’immagine ha catturato, coinvolgere le persone e invitarle all’azione.

Testo e immagine vanno pensati come una cosa sola, come due elementi ugualmente importanti e complementari.

Se il testo va composto con sapienza, l’immagine di accompagnamento va scelta con cura. Viceversa – nel caso in cui sia l’immagine il pezzo forte – il testo dovrà esaltarla.

#6 Promuovi pure, ma con garbo

Usiamo i social media principalmente per svagarci e magari spettegolare un po’, perciò – da utenti – non amiamo vedere contenuti eccessivamente promozionali. Sono un po’ come i volantini che ci mettono nella cassetta della posta: indesiderati e per lo più ignorati.

Per questo, in linea di massima, sui social è meglio evitare l’approccio di vendita diretta, virando i contenuti su toni informativi, ricreativi o comunque coinvolgenti. L’autopromozione si può fare, ma deve essere garbata e non troppo frequente.

#7 Incoraggia la voglia di condivisione

Per farlo devi conoscere alcuni motivi per cui le persone scelgono di condividere link o altri contenuti.

Diverse ricerche hanno indagato la questione, uno studio che viene spesso citato è quello del New York Times che ha messo in evidenza cinque principali ragioni per cui le persone condividono contenuti online:

  1. per mettere contenuti di valore, informativi e divertenti a disposizione delle persone a cui tengono;
  2. per definire se stessi, rinforzare la propria immagine;
  3. per far crescere e nutrire le relazioni con gli altri;
  4. per sentirsi appagati;
  5. per supportare le cause in cui credono.

Comprendendo le motivazioni che spingono i tuoi utenti potrai fare leva su di esse per creare dei post che non potranno non condividere.

#8 Solletica la curiosità

Se vogliamo che l’utente clicchi sul link che stiamo condividendo, dobbiamo incuriosirlo al punto tale che voglia sapere come va a finire la storia.

Attenzione: non ti sto consigliando di usare becere tecniche di click-baiting del tipo “quello che succede dopo è incredibile”.

Sto dicendo semplicemente che non è il caso di raccontare nel post social tutto quello che c’è da sapere. Lascia che il lettore lo scopra leggendo il tuo articolo, che però deve mantenere la promessa che fai nel post social. La regola numero 1 è sempre “rispetta il tuo utente”.

BONUS: 2 formule da cui partire per scrivere i tuoi post

Esistono centinaia di cosiddette formule utilizzate da generazioni di copywriter, principalmente americani ma non solo. Certo, norme standardizzate non sono applicabili a tutti i contesti, ma vale la pena conoscerle per poterle usare come eventuale punto di partenza quando non sappiamo dove mettere le mani. Oppure possiamo stravolgerle o modificarle a seconda dei nostri intenti e di quello che piace ai nostri lettori.

Te ne propongo due, la prima in realtà potrebbe essere considerata una regola di base da seguire sempre quando si scrive, la seconda è quella più accreditata dai big internazionali del copywriting, proprio nella sua applicazione ai testi per i social media.

Mi piacciono perché entrambe ci ricordano di focalizzare l’attenzione sul lettore.

#1 Le 4C: Clear, Concise, Compelling, Credible

Lo dicevo poco fa: più basic di così si muore. Però le cose semplici tendiamo a darle per scontate e poi non farle, si sa. Perciò questa formula è utile: ci suggerisce che è meglio andare dritti al punto, usando parole che coinvolgano e interessino il lettore.

Clear (chiaro) – il linguaggio deve essere chiaro, sempre. Lo scopo è arrivare ai nostri utenti, non esibirci in virtuosismi linguistici.

Concise (conciso) – andiamo al sodo senza perderci per sentieri secondari. Il tempo che il lettore ci dedica è sempre limitato.

Compelling (persuasivo, coinvolgente) – cattura l’attenzione attraverso concetti interessanti e rilevanti per l’utente a cui ti rivolgi. Bob Bly, l’ideatore di questa formula, sottolinea che una delle ragioni principali per cui molti testi non funzionano è che sono scritti a partire da ciò che interessa lo scrittore, escludendo così il lettore dall’equazione. Il lettore, invece, è giustamente interessato a se stesso, ai suoi problemi, alle sue necessità, alle sue paure. Perciò, se vuoi che il tuo testo porti risultati, devi concentrarti proprio sul lettore-utente e capire come il prodotto (o servizio) che proponi può intercettare i suoi bisogni.

Credible (credibile) – in breve, non fare lo sbruffone. Quello che scrivi non deve sembrare fasullo, piuttosto usa dati o testimonianze a supporto delle tue affermazioni. O lavora per diventare tu stesso una fonte attendibile.

Ecco un buon esempio di questa formula:

#2 PAS: Problem, Agitate, Solve

Non so perché, ma il nome di questa formula mi ha sempre fatto pensare agli snow globe, quelle palle di vetro che contengono liquido e neve finta. Le agiti per far cadere la neve sul paesaggio in miniatura dentro la sfera. In realtà non c’è una grande analogia fra le due cose: la sfera la agiti perché vuoi creare un effetto che ti piace, al contrario l’agitate della PAS dà una sensazione sgradevole.

La PAS – che pare essere stata ideata da Dan Kennedy – funziona così:

Problem – fai emergere un problema, una situazione fastidiosa in cui i tuoi utenti possono immedesimarsi.

Agitate – ci metti il carico da novanta, in modo da provocare nel lettore il ricordo di emozioni negative associate al problema.

Solve – arrivi sul cavallo bianco a salvare il malcapitato con la tua soluzione. Il lettore proverà un senso di sollievo.

Attenzione però, questa formula prevede che tu conosca molto bene il tuo utente di riferimento – e dunque i suoi tormenti. In più non dovrai spingerti troppo oltre con la fase di agitazione: potresti risultare antipatico e far venire voglia all’utente di non leggerti mai più.

Avrei voluto inserire un post social in italiano con un esempio di PAS ma non ne ho trovati, perciò mi sono divertita a scrivere una scemenza per l’ipotetica azienda Persone Che Fanno La Fila Al Posto Vostro.

Problem: Fare la fila alle Poste è una rottura di scatole.

Agitate: Ti fa perdere tempo prezioso, minuti che potresti spendere facendo le cose che ami.

Solve: E se al posto tuo ci andassimo noi?

Questo invece è un esempio dal post di Alfred Lua di Buffer 11 Storytelling Formulas to Supercharge Your Social Media Marketing:

Esempio di formula di copywriting Problem, Agitate, Solve.

Scrivere per i social media: pensavi fosse più intuitivo?

Scrivere sembra facile, in fondo ce l’hanno insegnato a scuola. Ma ogni persona, o azienda, ogni mezzo, ogni occasione ha il suo giusto canone di scrittura. Chi scrive deve sapere tenere in considerazione tutti questi elementi.

E si deve ricordare che i social media sono molto diversi, per impostazione e per modalità di interazione. Semplificando di molto, Facebook è il regno dell’informalità, Linkedin è un ambiente formale, Twitter può essere entrambe le cose ma è ancor più veloce dei precedenti, Instagram è il luogo delle aspirazioni, Pinterest è il paradiso degli accumulatori seriali, YouTube è sia per “cazzeggioni” che per chi vuole imparare attraverso i tutorial.

Prima di cominciare a scrivere chiediamoci perché e come il nostro utente target usa questi network. È sempre di lui che dobbiamo avere cura e rispetto quando scriviamo.

Nei prossimi post ti racconterò come si scrivono – secondo la mia esperienza – degli ottimi contenuti per ciascuno di questi social. A cominciare da Twitter.

E tu che mi dici? Sei sempre andato d’istinto scrivendo i tuoi post social oppure ci ragioni su? Fammelo sapere nei commenti.

 

Questo post fa parte di una serie, ecco i link a tutti gli articoli:
Parte 1 | Parte 2 | Parte 3 | Parte 4 | Parte 5 | Parte 6 | Parte 7

 

 

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