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23/01/2017

“Mettere in evidenza” un post su Facebook non è una buona idea

“Mettere in evidenza” un post su facebook non è una buona idea

Il pulsante di Facebook “Metti in evidenza” non è il male assoluto ma ci si avvicina molto.

Questa opzione esiste perché qualche anno fa la dashboard di gestione della pubblicità Facebook non era semplicissima da usare. Per questo nel 2012 Facebook ha deciso di lanciare il pulsante “Promuovi” – indirizzato più che altro ai proprietari della pagine, non ai marketer – che ti dava la possibilità di sponsorizzare un post già pubblicato sulla pagina senza dover usare la dashboard di amministrazione.

“Promuovi” poi è diventato “Metti in evidenza”, ma la sostanza non è cambiata. E’ un modo rapido per creare un’inserzione con

  • opzioni di targeting molto limitate;
  • nessun controllo sul posizionamento;
  • un obiettivo prestabilito, ovvero interazioni con il post.

E senza pulsante di invito all’azione.

Già questo dovrebbe bastare a dissuadere chiunque dal volerlo utilizzare.

pulsante facebook metti in evidenza

Ecco il pulsante da NON cliccare! 😉

 

A queste grosse limitazioni si aggiunge un altro problema: nella maggior parte dei casi, a usare il “Metti in evidenza” sono persone non necessariamente competenti in materia, che dunque non si avvalgono a dovere delle impostazioni, seppur ridotte, di quel tipo di inserzione. E soprattutto non si preoccupano minimamente né di stabilire un obiettivo né di avere una call to action chiara e definita. Il che vuol dire che sarà praticamente impossibile capire se si sta ottenendo un risultato o meno.

Di fatto, in questo modo, chi “mette in evidenza” si ritrova a pagare più altro per la copertura. E se è vero che i numeri della copertura a pagamento sembrano eccezionali, è anche vero che sono per lo più inutili, visto che un’inserzione fatta in questo modo difficilmente sarà vista da un pubblico di qualità, inteso come pubblico che può essere davvero interessato a ciò che promuoviamo.

Di conseguenza anche i numeri che riguardano le interazioni saranno relativamente rilevanti: un like, un commento o una condivisione sono azioni effimere se non si sta lavorando sulla costruzione di una relazione a lungo termine con gli utenti. Che poi, fra l’altro, non dovrebbe essere l’engagement il nostro obiettivo, ma dovremmo puntare a far compiere un’azione ai nostri utenti: visitare il sito, iscriversi alla newsletter, informarsi su un prodotto.

Capirete, quindi, che sono soldi spesi piuttosto male!

E L’ALTERNATIVA?

Dal mio personale punto di vista l’alternativa è una sola: creare e impostare la campagna pubblicitaria utilizzando il Power Editor – o al limite la dashboard Gestione inserzioni (Ads Manager). Naturalmente non prima di aver pianificato nel dettaglio la campagna, a partire da pubblico e obiettivo.

Power Editor di Facebook

Se vuoi fare sul serio con la publicità di Facebook, il Power Editor deve diventare il tuo migliore amico.

 

Questo significa che per fare pubblicità che porti a casa dei risultati reali le strade sono due: o studi e approfondisci l’argomento per essere in grado di gestire autonomamente tutti gli aspetti necessari oppure ti rivolgi a un professionista.

In entrambi i casi dovrai affrontare una spesa, soprattutto di tempo nella prima ipotesi, economica nella seconda. Ma d’altra parte con i post “messi in evidenza” hai sì risparmiato tempo però hai speso denaro che non ti è “rientrato” in alcun modo.

Che ne pensi? Se hai usato il “Metti in evidenza”, ti va di raccontarmi com’è andata?
Scrivimi qui nei commenti oppure su Facebook.

 

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